Marco Rodda, Maurizio De Marco, Paolo Grava e Tiziano Conca capofila della kermesse, soddisfatti ed entusiasti sono già al lavoro per una nuova edizione che nel 2010 verrà anticipata a primavera.
A breve dunque tutti i particolari per iscriversi ad una delle più belle e affascinanti rievocazioni di automobili d'epoca per rivivere e far rivivere i fasti di un'epoca ricca di storia...
Vogliamo pubblicare qui di seguito il commento di un amico pilota che dice più di mille nostre parole!
Beh, direte che è facile, con un pedigree così importante, raccogliere dall'oblio dove era stata dimenticata la Trieste Opicina e farne una manifestazione di successo. Già la sola partenza ed arrivo su di una delle più belle (e ben tenute) piazze del mondo intero "valeva", pernon parlare della storica salita sui velocissimi curvoni verso Opicina, con grande sorpresa trovati ricolmi di gente.
Ma qui si è vista la mano di chi ha organizzato, si è vista la passione, la ricerca dei dettagli di un percorso curato e vario, con scorci dalla inimmaginabile bellezza, tra i viottoli del Carso italo-sloveno come nei "tuffi" giù per ripide stradine che dietro l'angolo svelavano quasi civettuosamente un mare obiettivamente "da cartolina".
I ragazzi di Trieste sono riusciti a proporre una manifestazione che si candiderà già dalla prossima edizione ad essere una classica da calendario da frigo.
Curatissima l'ospitalità...enogastonomica, di qualità assoluta: sicuramente la top dell'anno nella mia personale classifica.
Ventidue le prove, solo le prime e le ultime tre comuni, le prime valevoli per il trofeo Marchi.
Era molto sentito il trofeo, tanta gente ci ha confidato che teneva molto alla vittoria conoscendo bene il grande triestino: non hanno fatto i conti con un Del Pin determinatissimo e preciso, navigato dal sottoscritto per l'occasione, che per il classico punto che fa perdere la cappa regolava un nugolo di altrettanto competitivi avversari, comandati dal bravo Gianmaria Aghem, chiudendo le sei prove con un pregevolissimo 3.5 di media.
Sul resto della gara ci sarebbe anche molto da dire (ma solo in positivo): per quanto ci riguarda, penalizzati dal doppio coefficiente chiudiamo comunque a 4.8 e veniamo scacciati giù dal teorico podio dalla bella Bugatti di Ferrari, ammiratissima al pari di tante altre pregevoli macchine come la vera regina della corsa, cioè la "Alfa Romeo Disco Volante" del museo storico della casa del Portello, ad una manciata di incollature dalla BMW di Aghem, non molto lontani dal bravissimo bresciano Salvinelli, vincitore assoluto (le penalità a memoria: Salvinelli 89, Aghem 98 Del Pin 101).
Da rimarcare la qualità delle prove: se le prime tre erano un semplice circuito nella banchina del porto vecchio (ma quante vittime illustri...) e le seguenti tre come detto parte della salita le altre erano ben disposte, mai banali, qualcuna obiettivamente di medio-alta difficoltà, con tubo non in vista dal giallo. Quello che ha messo in difficoltà molti equipaggi è stata la navigazione.
Alcune prove erano da interpretare al meglio, e quando in una prova di 1'.30" ti trovi alcune note in sequenza di 70-80 metri in stradine con pochissimi riferimenti se non quelli topografici è chiaro che l'attenzione deve essere più alta del solito.
Ottima la qualità del radar, a parte l'impaginazione (aaah, finalmente ho trovato qualcosa che non andava :-)) che ad un certo punto mi ha lasciato una decina di fogli sfusi in mano.
Oltre all'obbligo morale e materiale della rimessa in palio del trofeo mi sa che ho trovato (anche per voi) più di un motivo per ritonare a Trieste il prossimo anno...
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