Conclusa la rievocazione per cento anni della storica corsa di Opicina
Ha compiuto 100 anni la «Trieste-Opicina» , storica corsa automobilistica che partiva dalla città mitteleuropea lungo un percorso sterrato in salita di 7,4 chilometri. Era il 4 giugno del 1911 e, nonostante la pioggia incessante, il pubblico e la città erano mobilitati con l'intervento di ben 200 gendarmi a cavallo e centinaia di metri di funi di contenimento lungo il tracciato.
TAZIO E IL «DRAKE», CHE COPPIA- Due le classi al via, Turismo e Velocità con 27 i partenti e 23 i classificati. Vinse Otto Hieronimus, a bordo di una Laurin&Klement, la futura Skoda, ma l’annata mitica fu quella nel 1930, quando Tazio Nuvolari a bordo della sua Alfa Romeo P2 coprì gli oltre 9 km del circuito in 5'59”4, con una media di 95,153 km orari: al suo fianco, per l’occasione c’era Enzo Ferrari.
Questo importante compleanno è stato festeggiato con la «Trieste–Opicina Historic 2011–3° Trofeo Mario Marchi», organizzata dal «Club dei Venti all'Ora».
Vero epicentro dell’evento è rimasto Piazza dell’Unità d’Italia a Trieste, che ha offerto alla cittadinanza e a tutti gli appassionati la possibilità di vedere da vicino le prestigiose vetture e di seguire le varie fasi della gara come in un grande paddock.
Attraverso l'inedita «architettura» ideata dagli organizzatori però, la Trieste- Opicina ha offerto grandi opportunità di spettacolo anche al di fuori dei momenti della partenza e dell’arrivo, con le due manches disputate sul percorso chiuso al traffico che si snoda lungo i tornanti che furono il teatro della mitica gara in salita.
ALFA STORICHE- Le «prime donne» di questa edizione del centenario sono state le vetture del Museo Storico dell’Alfa Romeo, ma trionfatore assoluto della competizione è stato l’equipaggio Vesco-Guerini della Scuderia F.M., su Fiat 508S Balilla Sport del 1934: Andrea Vesco si è aggiudicato sia il Trofeo Portopiccolo riservato al primo classificato, sia il Trofeo Mario Marchi riservato al concorrente che ha accusato meno penalità nelle prove cronometrate della seconda tappa.
Secondo e terzo gradino del podio per il pluricampione della Mille Miglia Giuliano Canè alla guida di una Lancia Aprilia del 1938, e per l’equipaggio Gamberini-Nobili al volante di una Alfa Romeo Giulia Ti Super del 1964 del Museo Storico Alfa Romeo.
Savina Confaloni - Il Corriere della Sera
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